Le due strutture con cui si calcola una parcella

In Italia la parcella di un ingegnere civile si costruisce in due modi, e quale dei due si applica dipende dal tipo di incarico. Il primo è un compenso proporzionale al valore delle opere. Il secondo è un compenso fisso concordato per una singola pratica.

Il compenso proporzionale è la forma normale per la progettazione e per la direzione dei lavori. La base di calcolo è l'importo delle opere previste, non il valore di mercato dell'immobile e non il prezzo di acquisto. A quella base si applicano i parametri delle sole prestazioni effettivamente affidate, e le prestazioni si sommano: un progetto architettonico, un progetto strutturale e la direzione dei lavori sono tre incarichi distinti, ciascuno con il proprio compenso.

Il riferimento tecnico più usato per costruire questo conteggio è il decreto ministeriale sui corrispettivi (D.M. 17 giugno 2016). Non è un tariffario obbligatorio, perché le tariffe minime sono state abolite, ma è un metodo pubblico: rende il calcolo ispezionabile invece che arbitrario, e questo è il motivo per cui conviene chiedere su quale base è stato costruito il preventivo che hai in mano.

Il compenso fisso è la forma normale quando l'oggetto è definito e circoscritto. È il caso di una singola pratica edilizia, di una variazione catastale, di una verifica tecnica prima dell'acquisto. Il vantaggio per te è che l'importo è noto prima di cominciare e non si muove finché non cambia il perimetro.

  • progettazione e direzione dei lavori: compenso proporzionale al valore delle opere;
  • singola pratica edilizia o catastale: compenso fisso concordato;
  • verifica tecnica prima dell'acquisto: compenso fisso concordato;
  • incarichi misti: le due forme convivono, ma vanno tenute separate e indicate distintamente in proposta.

Che cosa fa salire o scendere il compenso

L'importo di una parcella tecnica dipende da fattori concreti, tutti verificabili prima di firmare, e nessuno di essi si vede nelle fotografie di un annuncio.

  • La complessità dell'intervento. Rifare una copertura, aprire un vano in una parete portante e ristrutturare un intero piano non richiedono la stessa quantità di lavoro tecnico.
  • La storia urbanistica dell'immobile. Se i titoli edilizi sono presenti, leggibili e coerenti con lo stato dei luoghi, si lavora sul progetto. Se non lo sono, prima bisogna ricostruire che cosa è stato autorizzato, e quel tempo va pagato.
  • La presenza di opere strutturali. Se si toccano elementi portanti servono calcoli, elaborati e un deposito presso l'ufficio competente: sono prestazioni ulteriori, non un dettaglio del progetto architettonico.
  • La quantità di documentazione da recuperare con l'accesso agli atti. Un archivio comunale ordinato e una pratica degli anni Sessanta da cercare a mano non costano lo stesso.
  • Il numero di enti coinvolti. Comune, catasto e ufficio competente per le strutture allungano il percorso in proporzione al loro numero, non alla dimensione dei lavori.

Per questo il primo passo di ogni incarico è guardare i documenti. Prima di quel momento qualunque cifra sarebbe una scommessa, e le scommesse le paga sempre il committente.

Che cosa si aggiunge all'onorario e viene quasi sempre dimenticato

Il costo complessivo di una pratica non coincide con l'onorario del professionista: sopra l'onorario ci sono voci imposte dalla legge e, accanto, somme che non sono compenso ma passano comunque attraverso la pratica.

Il contributo integrativo alla cassa di previdenza è pari al 4% e la legge impone di esporlo in fattura. Non è un ricarico: viene versato alla cassa, non resta al professionista. L'IVA si applica ad aliquota ordinaria del 22% sull'onorario aumentato del contributo integrativo, e il regime fiscale effettivamente applicabile è sempre indicato nella proposta.

Gli oneri e i diritti di segreteria sono invece dovuti al comune per il deposito e l'istruttoria della pratica; dove previsti, si aggiungono gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione. Alcune istanze richiedono la marca da bollo. Ottenere dal comune i titoli edilizi depositati comporta i diritti di ricerca e di riproduzione dell'accesso agli atti. Nessuna di queste somme è compenso del tecnico.

Quando confronti due preventivi, la prima cosa da controllare non è l'importo ma la base su cui è espresso. Due numeri diventano confrontabili soltanto quando entrambi dichiarano se sono al netto o al lordo di contributo integrativo e IVA, e se comprendono o escludono le somme dovute agli enti.

Perché il preventivo più basso è spesso quello che costa di più

Il preventivo più basso è frequentemente l'esito più caro, perché il risparmio iniziale si ottiene quasi sempre togliendo dall'incarico proprio le attività che evitano i problemi.

  • La pratica incompleta. L'ufficio chiede integrazioni, il fascicolo torna indietro e il cronoprogramma slitta di settimane o di mesi, mentre l'immobile resta fermo.
  • La difformità scoperta tardi. La stessa discordanza fra planimetria catastale e stato dei luoghi si risolve con una spesa contenuta in fase di trattativa e con una spesa molto maggiore quando emerge davanti al notaio o durante i lavori.
  • Il cantiere fermo. Mancare un titolo o un deposito significa sospendere l'impresa, che nel frattempo continua a costare.

Un preventivo che non elenca ciò che è escluso non è più economico: è semplicemente meno definito. La differenza si scopre dopo, ed è quasi sempre superiore a quanto si era risparmiato.

Che cosa chiedere a un preventivo prima di firmarlo

Un preventivo tecnico è confrontabile con un altro solo se dichiara sei cose, e chiederle per iscritto è legittimo con qualunque professionista.

  1. Quali prestazioni sono comprese e, soprattutto, quali sono escluse.
  2. Quali elaborati ti restano in mano alla fine, e in quale formato.
  3. Se l'importo è al netto o al lordo del contributo integrativo e dell'IVA.
  4. Quali somme sono dovute a terzi, comune e catasto compresi, e chi le anticipa.
  5. Che cosa succede se il perimetro cambia durante l'incarico.
  6. Entro quando il preventivo è valido e quali sono i tempi stimati per ciascuna fase.

Se una di queste risposte manca, chiedila prima di conferire l'incarico. Un tecnico che lavora in modo ordinato non ha alcuna difficoltà a metterla nero su bianco, perché sono informazioni che ha già.

Come formulo una proposta

Ivan Nozzi, ingegnere civile a Torrevecchia Teatina (CH), lavora esclusivamente su proposta scritta e accettata: nessuna attività comincia prima che tu abbia visto per iscritto che cosa farei e quanto costa.

Il percorso è sempre lo stesso. Prima ti faccio alcune domande e guardo i documenti che hai già: visura e planimetria catastale, titoli edilizi se li possiedi, fotografie o annuncio. Poi ti mando una proposta che indica l'oggetto dell'incarico, le prestazioni comprese, quelle escluse, gli elaborati che ti consegno, i tempi stimati e il compenso concordato, con l'indicazione di che cosa è soggetto a contributo integrativo e IVA e di quali somme sono invece dovute agli enti.

Gli estremi della copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale ti vengono comunicati al momento del conferimento dell'incarico, come prevede la normativa professionale.

Se dopo aver letto i documenti ritengo che l'incarico non rientri nelle mie competenze, o che non sia utile all'obiettivo che mi hai descritto, te lo dico e non lo prendo. Questa pagina spiega come è composto un costo tecnico: non è una consulenza fiscale e non è un preventivo.