Chi compra casa in Abruzzo ha bisogno di tre verifiche distinte prima di assumere un impegno vincolante: la conformità urbanistico-edilizia, cioè la corrispondenza fra l'edificio costruito e i titoli depositati in Comune; la conformità catastale, cioè la corrispondenza fra la planimetria depositata al Catasto e le stanze che hai visitato; e la condizione tecnica del fabbricato, dalle strutture agli impianti. Le prime due stabiliscono se il bene è legittimo. La terza stabilisce quanto ti costerà davvero.
Sono Ivan Nozzi, ingegnere civile iscritto all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti, sezione A, settore civile e ambientale, al n. 2489. Lo studio è a Torrevecchia Teatina (CH), pochi chilometri all'interno rispetto alla costa adriatica: seguo acquisti nelle province di Chieti e Pescara e, su accordo preventivo, nel resto dell'Abruzzo.
Il momento giusto per la verifica è prima che tu sia vincolato. In Italia la proposta di acquisto, una volta accettata per iscritto dal venditore, è già un contratto: da lì in avanti la caparra è esposta e il margine di trattativa si è quasi chiuso. Nessuno, nella catena della compravendita, ha l'obbligo di suggerirti una verifica tecnica, perché la compravendita non la richiede.
Chi vive fuori dall'Abruzzo arriva quasi sempre con lo stesso svantaggio: vede l'immobile una o due volte, in visite brevi e accompagnate, e riceve i documenti in ordine sparso, spesso incompleti. Una verifica ordinata prima della firma sostituisce l'impressione con una relazione scritta.